Casse malati: il PLR lavora per spendere meglio, “più qualità, meno costi”

In un periodo di aumenti generalizzati dei costi dobbiamo proteggere il portafogli del ceto medio

Il nuovo aumento dei premi rappresenta l’ennesimo duro colpo per le economie domestiche ticinesi. Il PLR da tempo s’impegna a intervenire sulle cause della crescita dei costi: non esistono soluzioni uniche, ma cambiamenti concreti a tutti i livelli. E mentre il costo della vita aumenta, il ceto medio non può continuare a impoverirsi. Mentre il PLR continua a lavorare a Bellinzona e a Berna per contenere i costi della sanità, al contempo ribadiamo il nostro chiaro no a possibili nuovi aumenti delle tasse, come l’IVA.

L’annuncio odierno dell’aumento dei premi di cassa malati per il 2027 conferma una tendenza ormai insostenibile. Ogni settembre discutiamo di come compensare l’aumento, ma troppo poco di come contenerne le cause. Il principio per il PLR è semplice: se vogliamo frenare i premi dobbiamo frenare la crescita dei costi sanitari. Spostare la fattura dagli assicurati ai contribuenti non la rende più leggera.

È su questo fronte che il PLR lavora a livello cantonale e federale. In Gran Consiglio abbiamo recentemente chiesto una strategia cantonale di contenimento della spesa sanitaria, con monitoraggio dei costi, obiettivi misurabili e un utilizzo più incisivo degli strumenti di pianificazione dell’offerta. Siamo inoltre intervenuti sulla forte crescita di centri di fisioterapia, Spitex privati e infermieri indipendenti, chiedendo maggiore trasparenza e rigore. Il PLR si era già impegnato in prima linea a trovare una soluzione concreta, tempestiva e sostenibile degli sgravi e dei sussidi. Continueremo a lavorare in questa direzione anche nei prossimi mesi, in particolare sulla pianificazione ospedaliera, con l’obiettivo chiaro di aiutare le famiglie di fronte alle fatture delle Casse malati e rendere più efficiente il sistema della salute. Proprio oggi è ad esempio stata inoltrata la Mozione “Per una sanità più efficiente: dai dati alle misure”.

A livello federale il PLR vuole intervenire anche sugli incentivi che fanno lievitare i costi. Con la mozione “Qualità invece della quantità”, ripresentata proprio oggi, chiede di superare un sistema che remunera soprattutto il volume delle prestazioni: il risultato della cura deve contare più del numero di esami, trattamenti e interventi effettuati. A questo si aggiungono EFAS, maggiore concorrenza e interventi sui prezzi dei medicamenti.

Serve un cambiamento di paradigma: nell’offerta di prestazioni, nella pianificazione ospedaliera, nel coordinamento tra stazionario e ambulatoriale, nella responsabilizzazione di fornitori e assicuratori. Ma anche nelle nostre abitudini di pazienti. Un sistema nel quale chi consuma una prestazione raramente ne conosce il costo e chi la fornisce ha pochi incentivi a limitarne il volume è inevitabilmente destinato a diventare sempre più caro.

Neanche un franco per nuove imposte!
In un momento in cui aumentano contemporaneamente premi di cassa malati, carburanti e costo della vita, la risposta della politica non può essere quella di presentare al ceto medio una nuova fattura fiscale. Eppure a Berna si sta facendo strada proprio questa logica: a ogni nuova spesa, una nuova imposta.

È il caso dell’aumento di 0,4 punti dell’IVA proposto per finanziare la tredicesima AVS, sul quale voteremo il 29 novembre e contro il quale il PLR svizzero si batte con convinzione. La Confederazione incassa già oggi circa 90 miliardi di franchi all’anno e presto diventeranno 100. Il problema evidente non è quindi che lo Stato incassa troppo poco: è che la spesa cresce troppo e la politica fatica a stabilire delle priorità.

Governare significa scegliere. Prima di chiedere altri soldi a cittadini e imprese, lo Stato deve utilizzare meglio quelli che già incassa. Per il PLR una priorità è chiara: proteggere il potere d’acquisto del ceto medio. Di fronte a premi, carburanti e costo della vita in aumento, nuove imposte sono ingiustificate e ingiustificabili. Prima di incassare di più, lo Stato deve imparare a spendere meglio.